L’Antica Cartiera: il mare, la memoria e una cucina che sa fermarsi
All’Antica Cartiera, a Marmorata di Ravello, ci sono stato con Stefania. E forse è proprio questo il ricordo più bello: un pranzo vissuto insieme, senza fretta, davanti a uno di quei panorami che da soli basterebbero a rendere speciale una giornata.

Ma qui il panorama non è tutto.
L’Antica Cartiera porta con sé una storia vera. In questo luogo, già secoli fa, l’acqua della cascata alimentava prima un mulino e poi una cartiera. Dal Seicento la proprietà è legata alla famiglia Camera d’Afflitto, che ancora oggi continua a custodire e gestire la struttura attraverso Anna e Manuela, figlie di Salvatore e Laura Proto.
In cucina c’è Salvatore De Micco, campano, partito giovanissimo proprio da Amalfi e poi cresciuto attraverso esperienze italiane e internazionali, tra cui una lunga parentesi in Portogallo. Oggi è tornato in Costiera con una cucina che, almeno nel nostro pranzo, ci ha colpito per un motivo semplice: non ha bisogno di strafare.
Con Stefania abbiamo iniziato con un sauté notevole, seguito da una frittura eccellente, asciutta e leggera. Ma il piatto che più mi è rimasto impresso è stato forse il più semplice: pesce spada con verdure grigliate.

Pochi elementi, nessun artificio, ma un risultato superlativo.
Ed è proprio lì che ho ritrovato la cosa che apprezzo di più in cucina: quando la materia prima è buona, non serve nasconderla dietro troppe costruzioni. Serve saperla rispettare.
Poi è arrivata la chicca finale: un gelato al cioccolato bianco con un cuore di gelato al limone. Dolcezza e freschezza insieme, un contrasto perfetto per chiudere il pranzo. Di quelli che al primo assaggio ti fanno dire semplicemente: wow.

Ma il pranzo ci ha regalato anche qualcosa di inatteso.
Al tavolo accanto al nostro erano sedute le signore Camera d’Afflitto e, alla fine, abbiamo avuto il piacere di conoscerle. Ne è nata una chiacchierata piacevolissima, spontanea, sulla storia del Marmorata e soprattutto sulle novità introdotte dopo l’importante intervento di ristrutturazione che ha interessato alcuni ambienti della struttura.
Un lavoro che, personalmente, ho trovato davvero riuscito: elegante, colorato, pieno di passione e di cuore.
Ed è forse qui che si capisce davvero cosa sia il Marmorata.
Non un hotel impersonale, non una struttura costruita soltanto per impressionare. Il Marmorata ha un cuore che batte forte. Si percepisce nella famiglia che lo porta avanti, nei dettagli, nei colori, nella volontà di rinnovare senza cancellare la propria identità.

Dentro e fuori sembrano quasi confondersi.
I colori della Costiera entrano negli ambienti e poi tornano verso il mare senza che quasi ci si accorga del confine. La luce del sole attraversa gli spazi, rimbalza sulle superfici, incontra il blu profondo dell’acqua e rende difficile capire dove finisca l’hotel e dove cominci il paesaggio.
Ed è probabilmente questa la sensazione che mi porto dietro più di tutte: il Marmorata non guarda semplicemente la Costiera. In qualche modo, ne fa parte.
Alla fine restano il mare, la cucina di Salvatore De Micco, il sorriso di Stefania, quella piacevole conversazione con le signore Camera d’Afflitto e la sensazione di essere stati, per qualche ora, dentro un luogo che non è soltanto bello.

È un luogo che ha memoria, passione e cuore.



